Questa è la testimonianza di un’insegnante che ha guardato il film ‘Bene ma non benissimo’ di Francesco Mandelli insieme ad altri docenti:
Carissima Candida,
vorrei prima di tutto presentarmi, sono Macò una mamma ed un’insegnante che questa mattina alle 10:30 insieme ad altre 199 persone ha assistito ad una specie di miracolo: ho visto il film che hai interpretato così magicamente in un’atmosfera nella sala piena di emozioni, con 200 cuori che pulsavano all’unisono, con i respiri che quasi si sono fermati, con 400 occhi piantati nello schermo, fissi, a volte umidi, altre volte ridenti per le battute deliziose che in alcuni momenti pronunciavi.
Eravamo tutti docenti, ma anche genitori, invitati dalla responsabile delle organizzazioni delle matinée scolastiche, Antonella Montesi e ti assicuro che, pur essendo abituati a prime visioni, mai ci saremmo aspettati di assistere ad un primo film di un regista, così ben realizzato, con tutte le caratteristiche per essere proposto ai nostri figli, ai nostri alunni.
Nei momenti critici che hai vissuto tu insieme al tuo amico Jacopo davanti ai miei occhi di mamma e di educatrice si sono presentati gli stessi terribili momenti che hanno sofferto i tanti Jacopo, Federico, la mia stessa meravigliosa figlia, le Giulie e tanti altri.
Ho seguito con grande attenzione tutta la storia e mi sono resa conto che tutti i corsi che ho frequentato sul bullismo, sulle strategie per relazionarsi con un alunno con tratti autistici, sono serviti  veramente a poco, se non a darmi mere conoscenze; in un secondo tu con il tuo candore, a proposito credo che il tuo nome sia stato scelto appositamente dal regista, mi hai rivelato tante di quelle strategie che ho pensato immediatamente di mettere in atto. Ho rivisto alcuni alunni che ho in questo momento in te ed ora, solo grazie a te riesco a comprendere meglio come potermi porre nei loro confronti.
Per tutto il film da te si vede una grande capacità di resilienza, la stessa di cui ho parlato con i miei alunni a proposito del film “Il viaggio di Fanny”, di sicuro tutta un’altra storia, ma in te ho rivisto la fierezza, la dolcezza, la semplicità e la capacità di essere efficace e predittiva di positività della Fanny ed ho subito immaginato che i primi che vedranno il tuo film saranno proprio i miei alunni. Infatti da anni io uso i film per impartire determinati insegnamenti, come la resilienza, la capacità di tirare fuori il meglio di loro, le possibili strategie, facciamo tanto cineforum, grazie ad Antonella Montesi spesso incontriamo anche associazioni come Amnesty, Song Taaba, Genitori si diventa, responsabili di case famiglia, attori, registi e i risultati si vedono negli anni.
Per questo cara Candida ti ringrazio moltissimo, perché farò tesoro del tuo modo di affrontare i bulli della tua classe, del tuo non perdere mai la fiducia, la speranza, del tuo pensare sempre in positivo, del tuo modo di far uscire Jacopo dal suo isolamento, del tuo essere figlia di uno splendido meridionale e di una meravigliosa mamma che continuavi a sentire dentro di te,nonostante fosse morta.
Bellissimo vedere tuo padre preoccupato per doverti dare la notizia del vostro trasferimento a Torino e della tua immediata disponibilità con lui ed invece la tua disperazione con tua madre al cimitero.
Sei davvero la figlia, ma anche la compagna di classe, l’amica che tutti vorrebbero, hai una grande anima,   in te chiunque potrebbe ravvisarsi, non sei una top model, sei semplice, giochi e ti diverti con tutti, insegni a Jacopo a ballare, non ultimo riesci ad agganciare una star per voi giovani, come Shade, di cui un brano  dà il titolo al film.
Tutti i personaggi che ruotano intorno a te sono quelli che incontriamo ogni giorno, i loro agiti sono ben noti e ben caratterizzati, il papà di Jacopo ricco e spocchioso, ma in fondo “buono con la sua famiglia” e che alla fine ti permette di tornare nel tuo paese in cui tutti ti vogliono bene.
Anche i tuoi compagni bulli ogni giorno li incontriamo nelle nostre classi, ma non hanno mai avuto delle Candide che hanno usato le tue strategie.
Insomma tesoro mio ti ringrazio moltissimo perché mi hai dato così tanti spunti di discussione e di operatività che lavorerò sul tuo film a lungo ed invito tutti, ma davvero tutti i docenti ad accompagnare le loro classi per conoscerti e magari potresti tu stessa insieme al regista, alla sua prima opera sullo schermo, partecipare a degli incontri con i nostri figli, con i nostri alunni e son sicura che saresti un’ottima formatrice.
Sei genuina, immediata, sarà facile per loro identificarsi in te, o negli altri compagni, a seconda delle situazioni e sei anche riuscita a lavorare in modo encomiabile sull’inclusione con Jacopo, trattandolo soprattutto come gli altri, evidenziando e sostenendo i suoi talenti, ma anche discutendo con lui sulle sue criticità.
In altre parole hai saputo “accettarlo veramente, accoglierlo” e
Jacopo con te ha scoperto che poteva avere una vita come i suoi coetanei, convivendo con il suo modo particolare di essere.
Bellissimo il momento finale in cui il bullo più tremendo viene isolato da tutti grazie a te, eppure tu, nonostante tutto, quando timidamente ti guarda, gli dai la mano e lo inserisci nel ballo con voi tutti.
Ecco, l’elemento più ridondante nel film è la resilienza, la capacità di trarre forza da tutte le situazioni, il non abbattersi mai e il sapersi prendere in giro amabilmente.
Un film di sicuro con tanta apertura mentale e che combatte tutti i pregiudizi.
Il mio desiderio più grande di docente che crede moltissimo nel potere del film sugli adolescenti, è che il film diventi di interesse nazionale e che venga proiettato per tutte le scuole.
Così come ha ammaliato 200 adulti, riuscirà a maggior ragione a catturare l’interesse ed a stimolare pensieri positivi e strategie nei nostri fragili adolescenti.
A presto cara Candida e ti annuncio che, appena uscirà nelle sale, porterò con me a vederlo la mia Lucilla, una ragazza meravigliosa che ha vissuto tanti episodi di bullismo e tutti gli alunni della scuola di periferia in cui insegno alternativa, pregiandomi di scalfire i cuori dei miei alunni con il linguaggio cinematografico.
Macò